Febbraio 6, 2023

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verso un possibile canone letterario?

La littérature homosexuale italienne: vers un canon littéraire possibile?

Les années 1970 ont été le point culminant d’un long cycle de conflits dans l’histoire italienne du XXe siècle. Les tensions de 1967 à Bologna, les manifestazionis des étudiants de 1968 et les protestations ouvrières de 1969 raggiungono il loro apogeo nel corso della décennie suivante, avec des mesures telles que lo Statuto dei lavoratori (1970) et la réforme scolaire (1974) che migliora les conditions vie des travailleurs et travailleuses et des étudiants.es Cette époque vede anche l’emergere di movimenti in faveur de la liberté de mœurs et des droits civiques, come per esempio il movimento féministe, che ottengono delle avances sociali telles que lo Statuto di famiglia (1975), la loi sur le divorzio et sur l’IVG, et comme le mouvement de libération homosexuale. Ce dernier s’articule principalmente autour du groupe FUORI (Front unitaire homosexuel révolutionnaire italien), officiellement fondé en 1971 et actif jusqu’en 1982. Mario Mieli, le principal théoricien italien des études gay de l’époque (Elementi di critica omosessuale : 1977 ) fut l’un des militants les plus éminents du groupe.

D’un point de vue littéraire, bien que la représentation de l’homosexuel soit déjà appare in certi testi della littérature italienne du XXe siècle, c’est à partir de cette époque que s’afferma una prospettiva utilisant l’homosexualité comme un point de vue critique sur la société et ses norms.

Tuttavia, outre l’anthologie historique de littérature homosexuale italienne, realizzata da Francesco Gnerre (L’eroe negato : 2000), et la récente réédition du Teatro gay (Antonio Pizzo : 2019), les textes littéraires sur le thème de l’homosexualité ont reçu peu d’attention critique, ce qui est révélateur du manque d’intérêt que la critique littéraire a general montré à l’égard de la littérature LGBTQ+. Jusqu’à présent, les études critiques les more importantes ont été réalisées sia da des Italianistes qui travailunt à l’étranger (en particulier dans la zone anglophone où les études LGBTQ+ sont beaucoup plus développees), sia da des spécialists de la littérature anglo- américaine qui se sont également consacrato à la littérature italienne.

Ce qui penalizza lo sviluppo di un dibattito critico sulla questione est l’idea che l’Italia non possegga una figura maggiore che fonda una tradizione della letteratura omosessuale italiana, come la serata della critica e dello storico Giovanni Dall’Orto en constatant : “La littérature italienne n’a pas l’équivalent d’un écrivain comme Gide”. Des jugements de ce type réveillent une scission critique encore active entre una cultura « alta » e una cultura « bassa », ainsi que le fait que seule la première semble meriter d’être etudiée et premio in considerazione.

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Au contraire, l’étude de la littérature homosexuale est nécessaire aujourd’hui, pour plusieurs raisons. Tout d’abord, questo ci permetterebbe di comprendere meglio la cultura e l’identità gay in Italia e di valorizzare i testi emarginati all’interno del canone letterario italiano. Ensuite, parce que – in accordo con il concetto di « queer epistemicides » – toutes les connaissances LGBTQ+, théoriques ou pratiques, sourcent d’autres parties du monde, sont aujourd’hui indispensabile à la construction d un savoir queer inclusif, capace d’enrichir et d’apporter de nuovi contributi au domaine des études queer anglophones et francophones.

Le colloque incoraggia i contributi qui portent sur des texts publiés de la seconde moitie du XXe siècle à nos jours, ponendo l’omosessualità al centro della recita tout en underignant la remise en discussion des norms de la virilité.

Voici quelques axis de recherche (lista non esaustiva)

l’affermazione dell’identità omosessuale;

la prostituzione omosessuale maschile ;

des formes de militantisme culturel et politique homosexuel ;

la lutte contro l’omofobia;

la performance come momento di liberazione dalla dominazione sessista hétérocentrée;

l’importanza del corpo e della rappresentanza;

les expériences homosexuales qui ouvrent la voie à la transessualité;

il linguaggio omofobo e l’importanza della sua ri-semantizzazione (eventualmente) ;

les représentations, surtout chez les auteurs canoniques, d’une homosexualité autre que stéréotypée.

Les chercheuses et les chercheurs souhaitant presentano una comunicazione doivent envoyer il titolo, il curriculum e un breve profilo bio-bibliografico agli organizzatori del colloquio, Cristina Vignali (cristina.vignali@univ-smb.fr) ed Emanuele Broccio (emanuele.broccio@univ -smb.fr), avant le 20 janvier 2023. Les résumés ne doivent pas dépasser 250 mots. Le résultat des propositions de communication retenues sera communiqué avant le 31 janvier 2023.

Sede del colloquio: Université Savoie Mont Blanc, Chambéry (Francia).

Date : 29-30 marzo 2023.

Lingue di comunicazione: italiano, francese, inglese.

Organizzatori: Cristina Vignali ed Emanuele Broccio.

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La letteratura gay italiana: verso un possibile canone letterario?

Gli anni Settanta costituiscono per molte versioni il culmine di un lungo ciclo di conflitti nella storia italiana del Novecento. Le tensioni politiche e sociali del 1967 a Bologna e poi soprattutto le manifestazioni studentesche del 1968 e le proteste operaie del 1969, che si diffusero in gran parte d’Italia, raggiunsero l’apice nel decennio successivo, producendo conquiste come lo “Statuto dei lavoratori” (1970 ) e la riforma della scuola (1974) che migliorano le condizioni di vita di lavoratori e studenti: è in questa straordinaria congiuntura storica che si verifica anche l’emergere di movimenti a favore delle libertà e dei diritti civili, come, da un lato, il movimento femminista – con conquiste quali lo “Statuto di famiglia” (1975), la legge sul divorzio (1970) e sull’aborto (1978) – e, dall’altro, il movimento di liberazione omosessuale. Quest’ultimo, com’è noto, fu principalmente incentrato sul gruppo FUORI (Fronte Unitario Homosessuale Rivoluzionario Italiano), fondo ufficialmente nel 1971 a Torino e attivo, con una progressiva proliferazione di sedi nelle grandi città dell’Italia centrestentrionale, fino al 1982. Tra gli attivisti del FUORI, anche Mario Mieli, il principale teorico italiano degli studi gay dell’epoca (Elementi di critica omosessuale, 1977).

In campo letterario, sebbene la rappresentazione dell’omosessuale fosse già comparsa in alcuni testi della literatura italiana del Novecento, è a partire da questo periodo che si afferma una prospettiva nuova che utiliza l’omosessualità con pointo di vista critico società e sulle sue norme .

Tuttavia, se si eccettuano la rassegna storica della letteratura omosssuale italiana di Francesco Gnerre (L’eroe negato, 2000) e la recente riedizione del Teatro gay (Antonio Pizzo: 2019), i testi literari a tematica omosssuale hanno ricevuto scansa attenzione da parte della critica, il che è indicativo dello scarso interesse che la critica letteraria ha generalmente estante nei confronti della letteratura LGBTQ+. So far gli studi critici maggiormente significativi sono stati condotti o da italianisti che laborano all’estero (soprattutto nell’area anglofona, dove per gli studi LGBTQ+ si è registrado uno sviluppo notable), o da studiesi della letteratura angloamericana che si sono dedicati alla letteratura italiana.

A penalizzare lo sviluppo di un dibattito critico sul tema è stata soprano l’idea che l’Italia non abbia avuto un’alta figura fondativa di una specifica tradizione letteraria gay italiana, nei termini in cui, ad esempio, Gide lo fu per la Francia , come sottolineato a suo tempo da Giovanni Dall’Orto. Si tratta quindi, in sostanza, di giudizi enunciati tutti all’interno di una scissione critica ancora attiva tra cultura “alta” e cultura “bassa”, laddove solo alla prima viene riconosciuta la piena dignità di oggetto di studio.

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Al contrario, lo studio della letteratura gay si presenta oggi come sempre più necessario, a vari livelli. In primo luogo, consentire una migliore comprensione della storia della cultura e dell’identità gay in Italia attraverso un corretto inquadramento e un’opportuna valorizzazione di testi finora emarginati all’interno del canone letterario italiano. In secondo luogo, va rilevato – in linea con il concetto di queer epistemicides – come tutti i saperi LGBTQ+, teorici o pratici, originatinge da altre parti del mondo, siano oggi indispensabili per la costruzione di un sapere queer inclusivo, capace di arrichire il campo italiano e portare nuovi contributi su questo versante al ben più dissodato campo degli studi queer anglofoni e francofoni.

Il convegno si propone di raccogliere contributi dedicati all’analisi di testi letterari dalla seconda metà del XX secolo ai giorni nostri, che presentano l’omosessualità al centro della narrazione come strumento narrativo narrativo nella discussione delle norme della mascolinità.

Alcuni degli assistenti di ricerca (elenco non esaustivo):

l’afferazione dell’identità omosessuale;

prostituzione maschile omosessuale;

forme di attivismo culturale e politico omosessuale;

la lotta contro l’omofobia;

performance come momento di liberazione dal dominio eterocentrico del genere;

l’importanza del corpo e della sua rappresentazione;

esperienze omosessuali che aprono la strada alla transeussualità;

linguaggio omofobico e l’importanza della sua (possibile) risemantizzazione;

le rappresentazioni, sopranoto negli autori canonici, di un’omossessualità non stereotipata.

Ricercatori e ricercatori interessati a presentare una comunicazione dovranno inviare titolo, abstract e un breve profilo bio-bibliografico agli organizzatori del convegno Cristina Vignali (cristina.vignali@univ-smb.fr) ed Emanuele Broccio (emanuele.broccio@ univ-smb. fr) entro il 20 gennaio 2023. L’abstract deve avere al massimo 250 parole. Il risultato sarà comunicato entro il 31 gennaio 2023.

Luogo del convegno: Università Savoie Mont Blanc, Chambéry (Francia).
Data: 29-30 marzo 2023.

Lingua delle relazioni: italiano, francese, inglese.

Organizzatori: Cristina Vignali ed Emanuele Broccio.