Dicembre 9, 2021

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Lo sapevate che il primo giornale stampato in Tunisia era in italiano?

lÈ la colonia italiana in Tunisia – sedimentazione delle vecchie e nuove ondate dell’insediamento ebraico di Livo del XV secoloe Il secolo, detto il “Grana”, è stato dominato dai rifugiati politici della località, dagli intellettuali militari piemontesi al proletariato siciliano, e per la sua importanza, tutte le altre società europee in Tunisia, in particolare la scena economica e socio – culturale: industrie liberali, mondo degli affari, artigianato, finanza, scuola. A questo proposito si ricorda l’immagine di Luigi Caligris, ligure, che fu ministro degli Esteri di Pav dal 1830 al 1850, o che fondò la “Scuola Politecnica Militare” nel 1840. Ma del capitalismo ebraico di Liverno, che domina la finanza e il commercio. La “linguistica di piazza e di corte” italiana era a quel tempo la lingua della diplomazia tunisina nei suoi rapporti con l’estero. Scriveva Jean Kanyake: “In questo Paese tutti parlano italiano e gli italiani sono un vero stato nello stato”.

Il singolo caso della stampa è uno dei più notevoli. Il quotidiano in lingua italiana è una delle più antiche attività culturali di questa comunità, e merita il merito di aver fondato il primo giornale stampato in Tunisia, l’incognito “Giornale de Tunisi e Kardakin” apparso per la prima volta il 21 marzo 1838, grazie all’iniziativa di due napoletani, Romeo e Maldesta. Il giornale è vissuto solo nella “pausa mattutina” perché è stato subito bandito da Ahmed Bay per paura che il suo popolo uscisse dal silenzio e seguisse lo stesso esempio di “libertà”. Ciò non impedisce alla stampa in lingua italiana di contribuire alla nascita della stampa tunisina. Tra il 1838 e il 1956 si contavano in Tunisia 123 quotidiani italiani tra quotidiani, settimanali e mensili. Nel 1860 si assiste alla prima pubblicazione del primo giornale tunisino, questa volta scritto in arabo: Le Riyadh.

Sotto protezione, tra il 1881 e il 1896, la colonia italiana si trasformò in un’industria capitalista e liberale e si rifugiò nella difesa dell’Italia. Ma in questo periodo storico, la stampa di sinistra avrà altre ideologie, soprattutto socialismo, lotta di classe e sindacalismo internazionale. A tal proposito lo storico Habib Kustakli conferma: “…vedremo l’emergere delle prime pietre miliari della coscienza operaia attraverso la pubblicazione del Labour Magazine”. Ciò è particolarmente vero per Niccol Converdy, un convinto attivista che coordina tutti i lavoratori indipendentemente dal loro aspetto. Nel 1887 fondò il suo primo giornale rivoluzionario di sinistra, L’Operaio, l’Ouvrier. Quindi questa rivista si oppone ai giornali di destra e patriottici, in particolare agli immigrati di origine siciliana, sarda e calabrese… che furono espulsi dal circolo a causa del loro analfabetismo e delle loro modeste condizioni di vita. Capitalismo. Di seguito alcuni titoli: “L’Avvenire di Tunisi” e “La Sentinella” nel 1884; Tra il 1886 e il 1943, “L’Unione”; “La Nua Cortagin” nel 1892. La lista è troppo lunga…

Queste vere e gravi disgregazioni all’interno della comunità italiana tunisina non hanno nulla a che vedere con lo sciovinismo del ricercatore siciliano, e circa 15 anni fa ho deciso di separare la memoria italiana dalla memoria siciliana tunisina. In Tunisia le lezioni più profonde sono più legate alla “sicilianità” che all'”italiano”. Oggi, in Tunisia, tutto il Magrep, fondato da Giuseppe Finci nel 1869, ha solo un mese in italiano nel Courier de Tunisi, bandito durante la Guardia francese e poi rilanciato nel 1956. “Il Corriere di Tunisi” è gestito dalla famiglia Finsey. La prossima settimana vi parlerò di un giornale tunisino, All Sicilian; “Sympatiguni”, pubblicato per la prima volta a Tunisi il 18 giugno 1911 e scritto in lingua siciliana, commedia, satira e rivista letteraria, è la voce del proletariato siciliano in Tunisia.

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